Teatro grande - Pompei tourist service

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TEATRO GRANDE



Il Teatro Grande di Pompei fu costruito in epoca sannitica ma completamente riedificato nel II sec A.C in epoca augustea, come testimoniato da un’iscrizione ancora conservata.
(LATINO)  « M.M. Holconii Rufus et Celer criptam, tribunalia, theatrum sua pecunia »
(ITALIANO) « Marcus Holconius Rufus e Marcus Holconius Celer ricostruirono a proprie spese il sottopassaggio coperto, i palchetti e tutta la gradinata.

Il nome stesso "Teatro grande" lascia capire che si tratta di un teatro di grandi dimensioni e poteva accogliere circa 5mila spettatori. La sua peculiarità principale è l'eccellente acustica.

Costruito sulle pendici di una collina ne sfrutta il costone per la gradinata. Così come per i principali teatri dell'antica Grecia che venivano edificati nelle vicinanze di un'area sacra, anche questo fu si trova nei pressi di un Tempio Dorico così come la sua architettura di stampo prettamente ellenistico. Altra caratteristica dorica del Teatro Grande, è la sua forma a ferro di cavallo che si distingue dal tradizionale modello romano ad emiciclo.

La parte riservata al pubblico era la cavea e poteva accogliere circa cinquemila spettatori; questa è divisa in tre parti: l'ima cavea, rivestita in marmo, era riservata ai decurioni, la media cavea, la più ampia e la meglio disposta per la visione dello spettacolo, era destinata alle corporazioni e la summa cavea, area destinata alla plebe; a loro volta, sia la media che la summa cavea si dividono in cinque zone: della summa cavea tuttavia rimane solo un piccolo tratto, in quanto crollata a seguito del terremoto del 62. Doveva inoltre essere presenta una gradinata che poggiava su un corridoio con volte a botte, così come altre gradinate sono presenti sui parodi, caratteristica inusuale per questo tipo di edifici, in quanto erano sempre scoperti e quindi sicuramente aggiunte in secondo momento. La parte dedicata al pubblico si completava con dei palchetti, chiamati tribunalia, riservati ad ospiti d'onore, i quali godevano di una perfetta visione sulla scena.

Alla zona dell'orchestra si accede tramite due parodos coperti: quello di destra conduceva ad un cortile posto dietro la scena, da cui, tramite una scala, si arrivava al Foro Triangolare: sul suo ingresso fu ritrovata una testa maschile d'epoca sillana. Il parodos della parte sinistra invece è raggiungibile da Via Stabia e conduce poi allo stesso cortile del precedente: entrambi i corridoio sono costruiti in opera incerta. La zona del palcoscenico, in opera laterizia, è alta circa un metro e mezzo e presenta due scalette, tramite le quali gli attori accedevano alla scena, mentre ai lati alcune nicchie dovevano ospitare gli addetti all'ordine pubblico. La scena, protetta da un sipario che si alzava dal basso verso l'alto, era limitata da un'imitazione di un palazzo principesco, con tre porte e a due piani, ornato con molte statue; al lato del palco un piccolo spogliatoio che fungeva anche d'accesso ad un cortile. Tutta la zona del Teatro, probabilmente, era decorata con fontane e ninfei, ritrovati al momento degli scavi, mentre diversi blocchi forati indicano che nei mesi più caldi l'intera struttura veniva coperta con un velarium.
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